“ANCHE IN TEMPO DI MALATTIE CONTAGIOSE”

di Papa Fabien Tovunda

La pandemia: un colpo di tuono che nessuno si aspettava. È giunto come un cane in un gioco di bowling e ha scosso e angosciato tutto il mondo.

È una punizione, un castigo divino come è stato per Sodoma e Gomorra o il diluvio al tempo di Noè? Quanti si sono posti questa domanda in tutto il pianeta?

Per noi invece, membri della Fraternità del Congo, la pandemia ha permesso di leggere alla luce della fede e della speranza, il messaggio che Dio ha voluto rivelarci: che Egli è e rimane sempre al centro dei progetti e della vita dell’uomo.

La Fraternità del Congo, attraverso il Covid-19, ha scoperto Dio come Amabile Infinito e ha cercato di vivere secondo quanto chiedeva il Fondatore: “Servire gli ammalati poveri anche in tempo di malattie contagiose”.

Seguendo l’esempio delle nostre sei sorelle Testimoni di carità morte a causa del virus Ebola, anche noi membri della Fraternità siamo rimasti accanto ai poveri e in diversi modi a quelli di Kinshasa e dei villaggi, sebbene tutti fossimo “confinati”.

Il contatto tra noi è stato costante; la sensibilizzazione al rispetto delle misure di sicurezza è stata un’attenzione al centro delle nostre attività.

Il Covid-19 è arrivato a consolidare l’unità tra noi da una parte e con il nostro prossimo dall’altra.

Ha fatto conoscere a molti la presenza di Dio e della sua mano provvidente. Ci ha pure permesso di approfondire il rapporto con Dio attraverso la preghiera, nel confronto con la realtà quotidiana.

Ci siamo anche posti una domanda: se quello che è successo in Europa e in America a causa del Covid, fosse accaduto anche a noi in Africa e soprattutto in Congo dove i presidi medici e gli strumenti materiali e logistici necessari per combatterlo sono insufficienti?

Possiamo quindi affermare che Dio ama l’Africa e in modo particolare il popolo congolese.

Malgrado le conseguenze negative del Covid: la povertà, la miseria, il degrado economico e soprattutto la sospensione delle attività educative e scolastiche, degli esercizi commerciali come  bar, negozi, mercati…, dobbiamo rendere grazie al Signore perché nessuno di noi è stato colpito da questa pandemia e meno ancora i nostri poveri.