IN COMUNIONE DI LODE PER LA VENERABILITÀ DELLE SEI SERVE DI DIO

di Suor Linadele Canclini

Alla gioia grande di aver ricevuto nei mesi di febbraio e marzo la notizia che Papa Francesco aveva autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i Decreti riguardanti le virtù eroiche delle nostre sei Sorelle morte durante l’epidemia di Ebola in Congo nel 1995, è seguita la normale, trepida attesa, di poter solennizzare una tappa tanto importante e significativa, condividendo l’evento anche nella Chiesa, per la conoscenza da estendere a tutti, oltre che in primo luogo ai parenti, ai conoscenti, a tutti quanti hanno conosciuto queste Sorelle.

Sono rimasta stupita, benevolmente stupita di fronte ad un messaggio breve, ma eloquente, da parte di un membro autorevole della Congregazione delle Cause dei Santi, l’Arcivescovo Marcello Bartolucci: “… Quanta ricchezza di santità in così breve tempo! Te Deum laudamus!”.

C’è davvero motivo di ringraziare il Signore, che a soli 10 anni dall’inizio della Causa di Beatificazione e Canonizzazione, le sei Serve di Dio siano state riconosciute “venerabili”!

Nella Causa per il Fondatore, iniziata nel 1913, lo stesso traguardo è stato raggiunto nel 1962, quindi dopo 49 anni dall’introduzione della Causa stessa.

Siamo certe che anche il Beato Luigi Palazzolo dal cielo condivide la nostra gioia, mentre noi attendiamo che venga presto stabilita la data anche per la sua canonizzazione.

Il riconoscimento della Venerabilità delle nostre sei Sorelle è stato solennizzato in Congo, nella Cattedrale di Kikwit, domenica 16 maggio scorso, data prevista anche in occasione della presenza della Madre Generale Suor Marilina con la Segretaria Generale Suor Elvira. Ci è giunta l’eco di una Celebrazione difficile da descrivere, tanto è stata solenne! Rimandiamo alla parola eloquente di chi era presente ed aggiungiamo solo che è stato anche questo un segno chiaro, dopo 26 anni, di quanto i fratelli, i poveri, la Chiesa di Kikwit e del Congo ancora ricorda, apprezza, crede nel sacrificio eroico delle Sorelle che per loro hanno dato la vita e che ora sicuramente vegliano su di loro dal cielo.

In Italia la situazione perdurante della pandemia Covid 19 ha comunque consentito di prevedere la Concelebrazione Eucaristica nella Casa Madre in Bergamo per domenica 20 giugno.

Dopo aver avuto la disponibilità del Vescovo di Bergamo Mons. Francesco Beschi, sono stati innanzitutto contattati i familiari delle sei Suore Venerabili e i Parroci delle loro rispettive Parrocchie di origine; è stata poi prevista, purtroppo in modo ridotto come previsto dalle normative,

la rappresentanza dei familiari delle sei Sorelle e di alcune Suore della Congregazione tra le quali quelle del 50° di Professione religiosa, i membri del Tribunale ecclesiastico per le Cause di Canonizzazione, qualche membro della Fraternità Luigi Palazzolo, qualche volontario delle Missioni, qualche giovane in cammino vocazionale.

In numero ridotto erano le persone presenti, ma la comunione alla Celebrazione si estendeva a Suore, Parenti, Volontari e Conoscenti in Italia e nelle Missioni, in quanto prevista la trasmissione in diretta, preceduta anche da una “memoria significativa delle sei Venerabili”, grazie ala disponibilità del nostro super-tecnico Davide.

Nella Chiesa, ai piedi del presbiterio, sulla destra, ben visibile, il pannello con il volto di Suor Floralba, Suor Clarangela, Suor Danielangela, Suor Dinarosa, Suor Annelvira e Suor Vitarosa, con evidenziata la scritta venerabili; vi è stato posto dinanzi un bel cero, che precedeva la processione all’inizio della Celebrazione.

Al canto iniziale ed al segno della Croce è seguita la lettura di un messaggio da parte della Vicaria Generale Suor Anita Moroni, scritto con sentita partecipazione dalla Madre Generale Suor Marilina, che non ha potuto purtroppo partecipare, perché ancora in isolamento dopo il rientro dal Congo.

Animata dal Coro guidato dall’organista Gilberto, con canti ben eseguiti e dal contenuto appropriato, è continuata la Celebrazione. All’omelia Mons. Beschi, collegandosi con il contenuto dei testi liturgici, ha chiaramente sottolineato come le sei “Venerabili” sono state possedute dall’Amore del Cristo, che le ha trasformate agendo in loro, per cui non hanno temuto, con fede hanno donato la vita giorno per giorno, in modo straordinario, insieme in fraterna comunione, fino all’estremo.

Prima della benedizione finale, avendo seguito il cammino che ha portato le sei Serve di Dio alla Venerabilità, dopo aver ripetuto un sentito ringraziamento, ho sottolineato l’eroicità delle Venerabili e invitato fortemente a guardare a loro con fiducia, chiedendo “a loro sei insieme” di intercedere, così che il Signore conceda il miracolo che le porterebbe “beate” all’onore degli altari.

Il canto finale a Maria ha concluso la solenne Concelebrazione, cui è seguito l’applauso reso ancor più solenne dal caratteristico “grido di gioia africano”.