UN ANNO CON LE POVERELLE

di Ilaria, Giovanna e Amelia

Siamo al 15 maggio e se ci guardiamo indietro è già trascorso un anno, accompagnate e custodite in questo splendido cammino verso Gesù. Il nostro è stato un percorso iniziato lo scorso ottobre e che, con appuntamenti e incontri mensili, è rivolto non solo alle Suore juniores, alle Novizie e alle Postulanti delle Suore delle Poverelle, ma anche a tutte le giovani che hanno sete di Acqua Viva.

L’intento è quello di riuscire a sintonizzare sé stesse sulle frequenze libere e liberanti di quel modo di amare gioioso, creativo e immenso che il Palazzolo ha proposto con il suo carisma.

Così noi tre, Ilaria da Catanzaro, Giovanna e Amelia da Scampia, ci siamo sentite parte di una melodia composta da tante note diverse, in virtù del fatto che ciascuna era ed è in una fase diversa della propria vita e della propria ricerca. Abbiamo incontrato ragazze ad un passo dalla scelta della vita consacrata, le Postulanti, il cui cuore freme per essere suonato, Suore giovani di cui si sente ancora l’eco vibrante del Sì da poco pronunciato ed altre le cui voci sono da tempo accordate sul Sì più melodioso di tutti. Un tripudio di note, di strumenti diversi e voci uniche e irripetibili che, affiancate dalla materna conduzione delle Formatrici, armonizzandosi nel comune amore per Cristo, creano un concerto al quale è veramente bello prender parte. Lo è stato davvero per noi.

Avendo avuto modo di avvicinarci a questa Famiglia di consacrate, incontrandole nei nostri luoghi di origine, avevamo già potuto sperimentare quanto forte sia il potere attrattivo del modo di essere e di stare delle Poverelle: semplice, allegro, profondo e concreto. Questo percorso non poteva non rispecchiare tutto ciò. Tutto è predisposto affinché si possa sentire l’odore di casa, perché ci si possa sentire a proprio agio, anche in quei momenti in cui è più difficile la condivisione di passaggi profondi di sé e della propria esperienza con la vita e la Parola.

Gli incontri iniziano con il pranzo del sabato, la prima condivisione che ci fa pregustare il sapore che avrà tutta l’esperienza. Si, perché si condividono non solo i momenti di gioiosa convivialità, ma soprattutto le proprie esperienze nella Parola e nella vita, mediante cui ci si ritrova a sperimentare la gioia di sapersi immensamente amate. Il sabato pomeriggio è dedicato all’approfondimento di temi centrali nella vita cristiana e religiosa. Le modalità di presentazione e le attività possono variare molto, sia in base al tema, sia in base alla Formatrice che si presenta, ma abbiamo sperimentato che l’orma è sempre palazzoliana, cioè introdurre temi con semplicità e coinvolgimento partecipato. Dopo un momento di convivialità post cena, il sabato sera si conclude con l’inizio del silenzio che prepara lo spirito al ritiro della domenica, durante il quale è presente proprio tutto: meditazione sulla Parola, condivisione e santa Messa.

Oggi si è tenuto l’ultimo incontro e, così come il primo ad ottobre, è stato animato da Michela e Suor Maria Rosa. Il tema che ci è stato presentato è stata la testimonianza di carità delle Suore morte d’Ebola. Non solo per l’intensità della storia in sé, ma anche per come ci è stato proposto, ancora siamo travolte da emozioni e sensazioni. Nulla è dato per scontato… I particolari fanno la differenza, un’attenta differenza. La creatività di Michela e Suor Maria Rosa non prende radice dalla sola loro preparazione e conoscenza, ma dall’ amore e dalla cura di raccontare Dio attraverso quel particolare capace di arrivare agli altri e nel desiderio di aiutarli a sentirsi amati. Un pomeriggio di formazione intenso, forse lungo per le lancette di un orologio, ma per noi che l’abbiamo vissuto, è stato un crescendo di emozioni in scoperta. Siamo state catapultate in “Africa”, e con tutti i nostri 5 sensi, persino nel gustare la merenda tipica del luogo. Ogni passaggio, da una tappa a un’altra, sembrava come penetrare sempre di più all’interno di un’incredibile storia, di cui solo alla fine ne viene rivelata la vera ricchezza capace di racchiudere il senso di quello straordinario viaggio. Così le Suore morte di Ebola sono diventate, man mano, una alla volta, una per ogni tappa, compagne di viaggio. “Si sono raccontate” attraverso le proprie storie, nell’ascolto di testimonianze vive, ma si sono anche “consegnate” attraverso degli oggetti apparentemente singolari e insignificanti. Sí, perché da soli, quegli oggetti, avevano ben poco da dirci, ma messi insieme ci hanno catapultati nell’incredibile metafora di un “Raro Aquilone”. È stato divertente dare libero sfogo alla nostra creatività, dare vita ai nostri aquiloni, ma ora tocca a noi scrivere il finale della storia: Ognuno di noi è il suo Aquilone…. ma chi è che tiene il nostro filo? Se non ci fosse nessuno o se si lasciasse andare la presa, magari il volo prenderebbe un’improvvisa spinta verso l’alto, ma alla prima corrente, precipiterebbe! E allora: chi gli dà la giusta tensione, a chi lascio scegliere la migliore direzione?

Ciascuna dovrebbe intraprendere questo cammino di scoperta e approfondimento di sé stessa, per ascoltare il sussurro e il richiamo alla felicità che il Maestro ispira nel proprio cuore. È necessario avere cuore pronto all’ascolto e … via allegramente… e quindi… quando si riparte?