L’IMPORTANZA DEL SILENZIO

Sofia, Chiara ed Eleonora

L’esperienza degli esercizi spirituali organizzati alla cappella di Roma Tor Vergata raccontata da tre giovani che vi hanno partecipato.

Se dovessimo descrivere il ritiro spirituale in poche parole probabilmente le più adatte sarebbero queste: RISCOPERTA DELLA PROFONDITÀ, una profondità che purtroppo oggi abbiamo smesso di desiderare o che difficilmente ricerchiamo durante lo scorrere delle giornate, sempre troppo indaffarati e confusi.
Il ritiro è un’occasione preziosa in cui ritrovare una pace inaspettata che riempie anima e corpo, una buona dose di serenità per poter ripartire più carichi.
Durante le giornate si vivono diverse emozioni tra loro contrastanti ed intense allo stesso tempo, si scoprono caratteristiche del proprio essere, che vanno ad arricchire il percorso di crescita umana che ognuno di noi è chiamato a vivere.
Grazie all’opportunità del ritiro ho avuto la possibilità di ritrovare qualcosa che inizialmente mi intimoriva di più: il silenzio. Mi spaventava l’idea del “non rumore” perché la società in cui viviamo, nel bene e nel male, non ci permette di ritagliare momenti di quiete e appunto silenzio, siamo costantemente “chiamati”, in modo più o meno esplicito, a conseguire una determinata prestazione, ad essere sempre in contatto con il mondo, e spesso questo porta a non pensare a noi stessi. Sarebbe molto interessante, e a mio parere produttivo, provare a sviluppare una sorta di abitudine al silenzio e alla riflessione, probabilmente riusciremmo a vedere ed apprezzare tante piccole cose che nel rumore risultano invisibili. Un altro aspetto assaporato con estremo piacere è stato il contatto con la natura; i ritiri svolgendosi solitamente in strutture immerse nel verde, facilitano la ponderazione stimolando forti emozioni. Rimango sempre estasiata dalla bellezza del cielo colmo di sfumature, incanto che a malincuore riesco a cogliere solamente quando la mia mente ed il mio cuore si alleggeriscono da ansie e preoccupazioni. Tornando a questi esercizi spirituali è stato sottolineato in particolare il tema della “libertà”, e qui sorgono spontanee diverse domande: “cos’è per noi la libertà?”, “ci sentiamo veramente liberi?”, e ancora “liberi da cosa, da chi?”… Sono certamente domande profonde che richiedono tempo, però con l’aiuto di don Francesco, Suor Laura e Suor Alessia, abbiamo cercato di rispondere ai diversi quesiti. È estremamente curioso e stimolante scoprire o riscoprire qualcosa di sé stessi, e la Parola sempre molto precisa ed attuale, in questo ci aiuta.
Cosa porto con me del ritiro?
Beh, credo sia troppo riduttivo dare una risposta in breve, perché per me è stato un vero e proprio dono, giorni colmi di significato, che risuonano facendo un grande eco in me; mi piace riuscire a cogliere questo anche negli occhi degli altri ragazzi che hanno partecipato. Potreste domandarmi: “Com’è possibile in soli tre giorni riuscire a provare tante sensazioni così forti se la gente spesso impiega mesi o addirittura anni per riuscire a leggersi dentro almeno un po’, per analizzarsi?”. Io non posso darvi una risposta precisa, posso cercare di testimoniare quello che mi succede ogni volta che vi partecipo ed assicurarvi quanto questo sia veramente straordinario!
Spero che queste poche righe abbiano reso, almeno in parte, l’idea di ciò che può rappresentare l’esperienza del ritiro. Ovviamente si vivono momenti personali, molto intensi e soggettivi, che ciascuno percepisce in modo differente, ma il bello è proprio questo. Molteplici testimonianze che raccontano in diversi modi un’unica “avventura”!
Ed è per questo, che vi invito a scoprire di persona di cosa si tratta, partecipando la prossima volta che se ne terrà uno (molto probabilmente a luglio 2022).
Fidatevi, non ve ne pentirete!