C’È PIÙ GIOIA NEL DARE CHE NEL RICEVERE

di Becky Bahati | Social worker – House of Charity – KENYA

Mi chiamo Becky e da circa un anno collaboro con le Suore delle Poverelle alla House of Charity, in Nairobi, dove si accolgono i bimbi abbandonati.

Operare come assistente sociale in ‘House of Charity’ mi ha offerto la possibilità non solo di maturare come persona, ma anche di imparare a guardare la vita con gli occhi di un bimbo. Nel momento in cui si accoglie un bambino abbandonato, trascurato o rifiutato, si pensa al suo futuro, a come risolvere il suo problema, e si provvede ai suoi bisogni primari.
È qui che sono interpellata a considerare in ogni momento il valore della vita umana e specialmente quello della vita in una famiglia. Non hanno importanza il contesto sociale, le circostanze, le etnie, la religione, o l’apparenza fisica; ogni vita umana è importante e preziosa e il valore della famiglia è considerato fondamentale e indispensabile.
A volte i casi sono complessi e carichi di sofferenza, soprattutto per il piccolo che risente dell’abbandono, anche se ha solo pochi giorni di vita. Anch’io, come le suore, resto perplessa di fronte a certe situazioni, ma non posso giudicare perchè non conosco tutti gli elementi del caso, e che cosa ha spinto una madre ad abbandonare il piccolo che ha portato in grembo per nove mesi.
Cerco le motivazioni per continuare ad operare, e in cerca del bene, attendo nella speranza che si trovi una famiglia adottiva per un bimbo, che ritorni la gioia nei suoi occhi, perché si sente accolto ed amato, e così pure in quelli dei genitori adottivi che accolgono il piccolo. Alcune famiglie sono tornate per adottare un secondo bambino, e la maggior parte di loro sono di modeste condizioni economiche. Quanta gioia sperimento quando un bimbo viene accolto in una nuova famiglia e si sente appartenente ad essa!
Durante il mio servizio alla ‘House of Charity’ ho compreso che per difendere il valore della vita di una persona e darle un futuro dignitoso, è inutile perseguire un ideale o contemplare una visione; è invece necessaria un’attiva e concreta carità, sostenuta dalla volontà e dalla passione per il servizio alla vita.
Non c’è gioia o ricompensa più grande di quella di poter operare per migliorare la vita di una persona. La gratificazione interiore che si prova può considerarsi una celebrazione per la riuscita nell’aver contribuito a trovare una famiglia per un bimbo che l’aveva persa.