E FU SERA E FU MATTINA

di Suor Cesarita Gatti – Perù

Nella Parrocchia “Virgen De La Candelaria y San José”, dove opera una comunità di Suore delle Poverelle è sorto, in modo improvviso e inaspettato, un nuovo “paese”.

Zakia Saddiki

Nel luglio 2019 si cominciarono a vedere alcune piccole capanne, costruite con pali e teloni, in un grande appezzamento di terreno sabbioso, a nord-est della comunità di Pampa Libre. Questa zona era un po’ abbandonata; la gente vi andava a cercare gli “huacos”, vasi e oggetti funerari di culture antiche precolombiane di grande valore, che si ritrovano in varie zone del Perù e fanno parte del patrimonio artistico-culturale.
Nella costa peruana spesso la gente che viene dalla sierra o da altre parti e non ha una casa e un terreno proprio, “invade” degli appezzamenti di terreno apparentemente senza proprietari e si associa per formare un “asentamiento humano”, che inizia come un piccolo agglomerato di capanne o casette per diventare poi un paese e infine una città.
Già nel 2007 era sorta alle spalle della comunità di Candelaria, che pure è definita come “asentamiento humano”, la comunità di Nuevo Amanecer: dalla sera alla mattina le persone avevano invaso i terreni e se ne erano appropriate, formando un grande paesotto. Quasi tutte le comunità della nostra Parrocchia sono nate così.
Purtroppo, dopo che circa 700 persone si sono insediate nella nuova comunità, alla quale hanno dato il nome di “Villa los reyes”, “Città dei re”, forse proprio per i ritrovamenti archeologici, una sera si sono presentati alcuni uomini armati e incappucciati ed hanno ucciso uno dei presenti. La mattina antecedente i “pobladores” (nuovi abitanti) erano già stati minacciati da altre persone, che sostenevano che quei terreni erano proprietà di una cooperativa agricola, ma ciò era falso: erano solo persone che fingevano di essere proprietari di quei terreni per poi speculare e rivenderli ad alti prezzi.
Le famiglie però non si sono lasciate intimidire, si sono unite, hanno chiesto che si facesse giustizia e si sono rivolte alle istituzioni per avere il riconoscimento del loro nuovo “villaggio-comunità”.
Grazie a Dio ora questo nuovo paese si è ben strutturato. Hanno già la corrente elettrica e il sindaco di Chancay, Comune da cui dipendono tutte le nostre comunità, ha promesso loro che li aiuterà perché possano avere le installazioni di acqua e fognature. Per ora l’acqua viene loro donata dal Comune attraverso autocisterne che ogni giorno passano a rifornire le famiglie.
Anche alcune famiglie della zona di Candelaria che non avevano una casa propria ma vivevano in casa di parenti o amici, sono riuscite a trovare là un terreno e a costruirvi una casetta di legno e qualcun altro ha cominciato anche a costruirla in mattoni.
A luglio dell’anno scorso si è riusciti a fare la prima festa per l’anniversario di fondazione della comunità; purtroppo nel 2020 non era stato possibile per la pandemia. Nel 2021, seguendo le misure di sicurezza dettate dal Ministero della sanità, si sono potute tenere alcune celebrazioni all’aperto. In particolare è stata celebrata la prima Messa sul terreno che gli abitanti hanno riservato per la costruzione di una cappella. Già è stata costruita una piccola nicchia, dove è stata posta la statua della Madonna del Carmine, scelta come patrona della comunità. Dopo la Celebrazione Eucaristica c’è stata la processione. La settimana seguente noi suore siamo state chiamate per animare la preghiera del Rosario, a cui ha partecipato un buon numero di persone, che ha poi condiviso un rinfresco.
Il parroco ha promesso che, appena sarà possibile, celebrerà la Messa mensilmente anche in questa comunità. Intanto noi suore siamo andate a visitare qualche famiglia e abbiamo visto che anche là c’è un vasto campo di evangelizzazione. C’è sempre lavoro nella vigna del Signore! L’importante è lasciarsi guidare dalla fantasia della carità e portare il lieto annuncio e, come dice Papa Francesco, essere sempre “Chiesa in uscita” per raggiungere anche le periferie esistenziali.

A Bergamo è stata dedicata al riguardo l’intera settimana dei Poveri 2021: mettendo in dialogo diverse donne sui delicati temi dell’economia sostenibile e del complesso accesso ai diritti per le persone fragili e facendo emergere buone prassi ed esperienze virtuose di welfare di comunità.
La conclusione del percorso di “Donne di rivelazione” ha voluto assumere un sapore internazionale e molto emozionale. Presso il Teatro dell’Istituto Palazzolo a Bergamo, il pomeriggio di domenica 14 novembre 2021 è stato dedicato al tema della giustizia e della lotta contro le povertà.
E proprio sulle note delle parole di Papa Francesco ad Assisi “…è tempo che si spezzi il cerchio dell’indifferenza per ritornare a scoprire la bellezza dell’incontro e del dialogo…”, dal palco del teatro appena rinnovato, due “grandi donne”, molto diverse nell’esperienza, ma accomunate dalla stessa intensa volontà di ridisegnare il mondo, hanno narrato la loro esperienza di vita.

”Donne grandi”, protagoniste dell’incontro, sono state ZAKIA SEDDIKI, moglie dell’ambasciatore Luca Attanasio, e presidente dell’Associazione Mama Sofia; ANNA MARINONI, rappresentante di Fridays for future (Movimento guidato da Greta Thunberg). La moderatrice della tavola rotonda è stata la dott.ssa Laura Arnoldi, insegnante e giornalista da sempre attenta ai temi sociali: ha aperto l’incontro definendole donne impegnate in prima persona e che si sono rimboccate le maniche ed ha guidato la narrazione presentandole in azione attiva contro le povertà (della quale è stato precisato il vero significato ), con progetti in atto e prospettive future.
Zakia ha comunicato con commozione ai presenti la sua emozionante storia di vita ed i tanti progetti iniziati con il marito Luca e che ora lei, con dolore ma tanta forza ed energia, cerca e intende portare avanti. Donne, bambini e uomini di strada sono al centro dell’attenzione dell’Associazione Mama Sofia; sono progetti che non si fermano al contributo economico, ma che si propongono di garantire alle persone povere e fragili diritti, sostegno formativo e la possibilità di una vita futura più dignitosa. Zakia ha affermato con forza che i bambini sono il nostro futuro e che non possiamo essere ciechi… è fondamentale scoprire ciò di cui i bambini hanno bisogno per provare a ridisegnare il loro mondo… e proprio questo è il mandato che Luca le ha lasciato. Ascoltare Zakia ha fatto battere il cuore a tutti e vivere emozioni non facilmente traducibili in scrittura.
Anna Marinoni, giovane studentessa universitaria di Lettere Moderne, ha catturato il pubblico con la sua volontà di giustizia climatica, perfettamente correlata alla giustizia sociale. Ha raccontato con chiarezza e fermezza come i cambiamenti climatici siano determinati da disuguaglianze e siano contemporaneamente causa di povertà per molte popolazioni; ha evidenziato che la salvaguardia del pianeta e delle persone che lo abitano deve essere al centro delle agende politiche di tutti i Paesi e che è fondamentale proporre buone pratiche nella vita quotidiana, con l’obiettivo di garantire equità per tutti nei diritti di opportunità.
Sulle note di Somewhere over the Rainbow, i ragazzi e gli educatori della comunità educativa famigliare “Pane e Sale” di Rovato (BS), hanno lanciato un messaggio di pace costruendo un arcobaleno “umano” per richiamare la speranza e dire GRAZIE a tutti coloro che dal cielo e dalla terra hanno fiducia dei poveri.
Possiamo dire che l’aver conosciuto Zakia, una donna già fortemente provata dalla vita, ma con una carica particolare di prossimità e solidarietà, ed Anna, una donna appassionata di ambiente e con un futuro tutto da costruire, ci ha aperto due prospettive singolari, diverse, che hanno reso questo pomeriggio speciale: un incontro molto efficace, dal quale lasciarsi coinvolgere e provocare, un evento che interpella la povertà personale, ma soprattutto la responsabilità a cui ognuno di noi è richiamato.