PROFONDITÀ E LEGGEREZZA:
DUE VOLTI DI UN’UNICA ESPERIENZA DI VITA.
 

Suor Gabriella Lancini

 

“Don Luigi, prete tra gli ultimi” – il docufilm preparato in occasione della canonizzazione – fa incontrare la figura del Palazzolo all’interno di un contesto storico ben delineato e in una dimensione di intensa e simpatica freschezza. E, quasi senza accorgerti, te la fa sentire vicina, contemporanea, suscitando curiosità, interesse e partecipazione.

Profondità e leggerezza sono le coordinate per una vita bella, una vita che profuma di Vangelo; così appare l’esperienza umana e spirituale di don Luigi Palazzolo, un santo dell’ ’800, ma il cui messaggio può essere facilmente compreso ed apprezzato anche oggi e nei vari contesti. Sì, perché quando a parlare è la vita, ciò che si racconta rimane vivo, non è soggetto al logorio del tempo e al variare dei contesti culturali.

Molto efficace nel docufilm la presentazione, competente e chiara, del contesto storico del tempo, mista all’alternarsi delle voci delle suore che raccontano la storia del loro Fondatore e la propria storia. Sembra di assistere allo scorrere di un ruscello, che nel suo procedere mette in luce ora un paesaggio ricco di vegetazione, ora una cascata che genera freschezza e stupore, ora una vallata portatrice di serenità e di gustosi frutti.

Il tutto, incastonato nel magistrale linguaggio dei burattini; fatti semplici del vivere quotidiano e l’esperienza forte della morte sono riletti e presentati con una leggerezza che coinvolge e fa sorridere, senza per questo nulla togliere alla profondità della testimonianza offertaci dalla vita di San Luigi Maria Palazzolo!

Il documentario dipinge così, una scena dopo l’altra, la vita del nostro amato Fondatore, fatta di scelte coraggiose e di quotidiani gesti d’amore, briciole sostanziose per la fame dei “non raggiunti da altri”, per la vita dei “prediletti” dell’Amabile Infinito, un Dio che “ama, anzi accarezza i suoi poverelli”.